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Per molte imprese l’attuale fase di mercato definisce una sliding door. Per tanti imprenditori, la parola d’ordine è TRASFORMAZIONE e per questa servirà un supporto professionale competente.

Sono ormai passati diversi mesi dall'inizio della pandemia così come dalla fine del cosiddetto lockdown. nessuno fino allo scorso Febbraio avrebbe potuto immaginare neanche lontanamente la profondità e l'estensione dell'impatto dei cambiamenti che sono stati e che saranno determinati dalla pandemia.

In un contesto connotato da una conoscenza scientifica del fenomeno pandemico ancora approssimativa, quello che è possibile comprendere è che questo fenomeno sta avendo e determinerà cambiamenti profondi sia negli stili di vita delle persone che nell’architettura delle organizzazioni lavorative.

La locuzione smart working sta entrando nel gergo comune e quotidiano così come nelle prospettive di lungo termine di molte imprese. Soluzione adottata da tempo e in modo parziale da svariate imprese già in passato, lo smart working sembra potrà affermarsi come una nuova modalità di svolgimento dell'attività lavorativa in numerosi settori e per tutte quelle mansioni che lo rendono possibile.

Il cambio dei modelli di vita che potrà conseguire a tutto ciò avrà un impatto difficile da definire ma molto probabile e profondo sui modelli di consumo più diffusi.

A fronte di ciò, alle imprese sarà richiesto di fornire una risposta adeguata a tale cambio di contesto. Considerato che i trascorsi mesi di lock down internazionale hanno comportato una flessione dei volumi della domanda finale dei beni e dei servizi e contemporaneamente la paralisi totale o parziale di molte catene di fornitura, moltissime imprese si trovano oggi in una situazione di stress finanziario e probabilmente anche patrimoniale, tenuto conto delle perdite economiche che si stanno accumulando negli ultimi mesi.

È intuibile che il contesto descritto sia fuori di dubbio definibile come “senza precedenti”, e questo significa che virtualmente nessuno sul mercato potrà essere sicuro di intraprendere il percorso più corretto in risposta a tali dinamiche.

L'Italia è comunemente definito come il paese della piccola e media impresa. Seconda manifattura d'Europa, l'Italia è connotata anche dal cosiddetto fenomeno dell'azienda familiare: l'impresa fa capo a una famiglia o comunque a un imprenditore, magari anche da più di una generazione.

Recenti sondaggi condotti tra le imprese familiari italiane (Aidaf, 2020) hanno evidenziato la diffusione della consapevolezza che la situazione presente e anche l'evoluzione futura richiederanno un grande sforzo di cambiamento.

Svariate imprese hanno raccontato di avere avviato l'implementazione di azioni che possono essere classificate sotto la voce “trasformazione”.

Molte imprese stanno mettendo in discussione in tutto o in parte il business model perché questo potrebbe non essere più sostenibile in futuro.

Oggetto di riflessione è anche la governance. Si è infatti compreso già oggi che un modello più aperto e più competente possa portare vantaggi a tutti gli stakeholder dell'impresa.

Oggetto di riflessione è anche lo stile di leadership, che vuol dire cercare di affrontare al meglio la transizione organizzativa verso un modello che ricorre strutturalmente allo smart working, rendendo necessario rivedere le modalità attraverso cui le risorse umane ed i team di lavoro sono gestiti.

Ulteriore elemento, per niente scontato considerato il legame viscerale che spesso connota il rapporto tra imprenditore e impresa, è la riflessione di molti imprenditori sulla sostenibilità di un'organizzazione di piccole dimensioni. Questo significherà prendere in considerazione più spesso e con maggiore apertura che in passato iniziative di crescita attraverso aggregazioni e acquisizioni.

Quanto sopra dovrà avvenire considerate le difficoltà e le tensioni finanziarie che molte imprese nei prossimi mesi si troveranno ad affrontare.

Qual è il modo migliore per rispondere ai rilevantissimi temi citati? Non è facile, ma sicuramente una competenza di base che sarà richiesta sia agli imprenditori che alle persone che lavorano in azienda sarà la capacità di mettersi in discussione.

Inoltre sarà opportuno integrare l'ottica dell'imprenditore dei suoi manager con un punto di vista nuovo e diverso che potrà fornire delle indicazioni osservando l'azienda da un'ottica differente senza le affezioni E la percezione di difficoltà del cambiamento che spesso possono connotare chi in azienda ci vive tutti i giorni.

In definitiva, è consigliabile accompagnare tali momenti di transizione integrando il team di lavoro con professionisti competenti, magari anche nuovi, e che sappiano che cosa è una piccola e media impresa italiana. Tutto questo perché a essere decisiva non sarà solo l'idea ma anche e soprattutto la capacità di trasformarla in tempi ragionevoli in azioni concrete.


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